La tua azienda può ospitare un'edizione.
Serve una sala riunioni grande o una hall: quaranta persone sedute che si guardino in faccia, e un angolo per l'apericena. Ospitare non si paga: si merita.
Al vertice si sta soli. E nessuno ti ha mai chiesto di raccontare quello che hai fatto davvero. Una sera al mese, dentro un'azienda vera. Tre salgono. Prima o poi tocca a te.
Sul palco non sale chi ha fatto cento milioni. Sali tu. E racconti quello che hai fatto davvero: più interessante di quanto pensi, e che non hai mai raccontato a nessuno.
Tre voci a turno. Sedici minuti, zero slide. Quattro settimane di lavoro sulla voce prima di salire: non per parlare meglio — per togliere la posa.
Poi la cosa strana: chi ha appena parlato non risponde alle domande. Le fa. E la sala risponde. Alla fine ognuno scrive due o tre verbi per lunedì mattina.
I tre Keynote vanno su YouTube, girati in qualità professionale. Tutto il resto vive lì, una volta sola.
"Una stanza di pari in cui, prima o poi, tocca a te."
Non nella hall di un albergo.
Ogni edizione si tiene nella sede di un imprenditore del territorio. Le sale non si affittano: si entra nelle aziende. Dove si lavora, dove le cose succedono.
Non è una scelta logistica, è il punto. Lo straordinario si racconta nell'ordinario — e non c'è hotel, auditorium o convention che possa dire la stessa cosa.
Niente proiettore, niente palco rialzato, niente backdrop coi loghi. Una stanza, quaranta sedie che si guardano in faccia, e chi ha qualcosa da dire.
Serve una sala riunioni grande o una hall: quaranta persone sedute che si guardino in faccia, e un angolo per l'apericena. Ospitare non si paga: si merita.
Puglia · Emilia. Le prossime le apre chi porta un curatore.
Non cerimoniali. Le condizioni perché la cosa funzioni.
Non un retreat, non tre giorni a Capri. Una sera. Per chi ha l'agenda piena e non vuole rinunciare a una pratica che torna.
Quattro settimane sulla voce prima di salire. Non per parlare meglio: per trovare quella vera, quella che di solito resta sotto il ruolo.
Le domande le fa lo Speaker, alla sala. Una tavola rotonda al rovescio: chi ha appena parlato non insegna — apre.
Quello che è risuonato diventa verbo. Dal metodo FALLO: prima il verbo, sempre. La definizione è collettiva, il foglio è tuo.
Ogni edizione comincia dal check: tre o quattro Voci raccontano cosa hanno fatto davvero. È il filo che rende B2CEO un rito e non una serie di eventi.
Tutto ruota attorno a un Tema, dichiarato in anticipo: orienta i Keynote, le Risonanze e la Verbalizzazione.
Circa tre ore. La venue cambia ogni volta: è sempre l'azienda di qualcuno.
Non con appunti. Non con una borsa di gadget. Con due o tre cose da fare, scritte di tuo pugno.
Dopo ogni Keynote la sala scrive. Non riassunti: verbi. È il metodo FALLO, e ha una regola sola — prima il verbo, sempre.
«Riflettere sulla delega» non è un Next Step. «Dire a Elena che il progetto non parte, entro venerdì» lo è. Il primo è un pensiero. Il secondo, lunedì mattina, o l'hai fatto o non l'hai fatto.
A fine serata la sala distilla insieme quattro-sei caselle comuni: i General Next Steps. Quelli arrivano impaginati, via email, due giorni dopo. I tuoi restano tuoi — sul foglio che torna a casa con te.
E la volta dopo si apre da lì. Tre o quattro Voci raccontano cosa hanno fatto davvero. È l'unica rendicontazione che esiste, e non te la chiede nessuno: te la chiedi tu.
Cosa NON è conta quasi più di cosa è.
Niente celebrity, niente panel, niente agenda scritta da un ufficio comunicazione. Sul palco non sale chi ha fatto cento milioni: sali tu.
Lo Speaker non insegna. Esercita il proprio racconto vero davanti a dei pari — e poi le domande le fa lui, alla platea partecipante.
Non c'è una soglia di fatturato da superare, e in sala non esiste la gerarchia delle aziende. Un founder da due milioni vale quanto un CEO da duecento. La selezione è sull'attitudine: sei disposto a togliere la posa e ad ascoltare come vorresti essere ascoltato? E qui dentro nessuno ti vende niente. Mai.
I tre Keynote vanno su YouTube. Tutto il resto resta in quella stanza, quella sera. Non si registra, non si clippa, non si cita fuori.
Quattro modi di stare al vertice. Una cosa sola li tiene insieme.
L'azienda l'hai costruita tu, e te la porti addosso anche la domenica. Nessuno ti ha mai chiesto com'è andata davvero: ti chiedono quanto fatturi.
Guidi un'azienda che non hai fondato. Rispondi a un board e a una squadra, e non puoi essere fragile con nessuno dei due. È una solitudine doppia, e non ha una stanza dove andare.
Decidi davvero, ma la tua voce pubblica la scrive un'agenzia. L'azienda ti chiede di fare il thought leader e intanto ti toglie la possibilità di dire una cosa tua.
Non hai la C nel titolo e guidi centinaia di persone. Qui vali quanto chiunque altro: l'unica gerarchia che conta è quella di chi ascolta meglio.
Non è il fatturato. È la selezione.
Nessuna soglia da superare, nessun bilancio da mostrare, nessuna dimensione minima. Si guarda una cosa sola: sei disposto a togliere la posa e ad ascoltare come vorresti essere ascoltato?
Si entra su invito e su selezione: ti porta dentro un membro, o l'azienda che ospita. La barriera non è il prezzo.
Quaranta posti. Non uno di più: la Risonanza non funziona con duecento persone in sala.
Ti porta un membro, o l'imprenditore che ospita. Una stanza non si spiega: si vive. Vieni una volta, poi decidi. L'apericena la paghi tu, a prezzo di costo.
Tutte le serate dell'anno, il diritto di portare un ospite, la candidatura al palco. Quaranta euro al mese: qui non filtra il prezzo. Filtra la selezione.
Quattro settimane sulla voce con Davide Scalera, sedici minuti di palco, e il tuo Keynote girato in qualità professionale — tuo per sempre. Tre posti per edizione: si viene scelti prima. Nessuna cifra sposta la scelta.
Risponde Davide. E può darsi che sia un no.
No. La maggior parte della sala non sale mai sul palco. Nella Risonanza rispondi se ti va: puoi stare zitto tutta la sera e portarti a casa i tuoi verbi.
La prima volta niente: si entra su invito, e si paga solo l'apericena a prezzo di costo. Poi 500 € l'anno. Il Percorso Speaker — voce, palco, video — costa 1.200 €.
Su attitudine, non su fatturato o titolo. Serve essere disposti a togliere la posa. E sì: può darsi che sia un no.
No. Nessun giornalista, nessuna telecamera oltre a quella dei tre Keynote. In sala solo imprenditori e dirigenti, scelti uno per uno, e l'azienda che ospita.
Fuori dai tre Keynote non esce niente. Vietato registrare, vietato clippare, vietato citare fuori chi è intervenuto. È una condizione del rito, e vale per tutti.
Chiunque: vanno su YouTube pubblico, girati in qualità professionale. Per chi sale sono un asset che resta. Si firma una liberatoria prima di salire.
Nella sede di un imprenditore del territorio, ogni volta diversa. Mai un hotel, mai un auditorium. Oggi: Puglia ed Emilia.
Ideatore e curatore nazionale di B2CEO. Founder di Update Labs.
Innovation Manager certificato MISE, Fractional CMO, formazione avanzata in Voice Training e Acting: le quattro settimane sulla voce le conduce lui, non le appalta. Curatore nazionale anche di TRUE STORY, format di storytelling dal vivo.
TRUE STORY — format fratello, stesso curatore — ha già fatto dieci serate. Milano attiva da febbraio 2026; a Parma, la prima sera, sala piena. Altro format, altro pubblico. Ma se la domanda è se le sale si riempiono: sì.
Be a leader, not a boss.